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In autunno il sottobosco si riempie di funghi e il cane, che esplora quasi tutto con il naso, può incontrarli a ogni passeggiata. Alcune specie sono innocue, altre possono causare intossicazioni serie anche con una quantità minima. Sapere quali sono, come comportarsi nelle prime ore e come ridurre il rischio fa la differenza tra una camminata tranquilla e un’emergenza.
Perché il rischio aumenta in autunno
I funghi spuntano in fretta dopo le piogge e vivono poco, quindi basta una passeggiata nel momento sbagliato per trovarne molti. Le segnalazioni di intossicazione nei cani si concentrano tra settembre e ottobre, quando la crescita è più abbondante, ma il pericolo non si limita ai boschi: anche parchi, aiuole e giardini possono ospitare specie tossiche.
I cani sono particolarmente esposti perché hanno abitudini alimentari indiscriminate e tendenza a esplorare in autonomia. I cuccioli e i cani molto curiosi sono i più a rischio, ma nessun cane è al riparo: spesso non è la fame a spingere il cane verso un fungo, ma l’odore, il gioco o la semplice casualità.
Un altro elemento da tenere presente è che il cane può mangiare un fungo prima che tu te ne accorga. Per questo la prevenzione conta più della vigilanza a posteriori. Se il tuo cane ha già l’abitudine di raccogliere oggetti da terra, tieni presente che l’autunno porta con sé diversi rischi da gestire in anticipo.
Le specie più pericolose
Amanita phalloides, la più letale
Conosciuta come tignosa verdognola, è la specie più spesso coinvolta nelle intossicazioni fatali: nelle casistiche è responsabile della grande maggioranza dei decessi. Contiene amatossine, tossine che colpiscono il fegato e in un secondo momento i reni.
La caratteristica che la rende subdola è il silenzio: i sintomi possono comparire anche 6-12 ore dopo l’ingestione, e a volte più tardi. Segue una fase in cui il cane sembra migliorare, mentre il danno al fegato continua. È il motivo per cui non si deve mai aspettare di vedere i sintomi per chiedere aiuto.
Un aspetto fondamentale da sapere: le amatossine sono termostabili. Cottura, essiccazione e congelamento non le distruggono, quindi un fungo tossico resta pericoloso anche cucinato.
Amanita muscaria e i funghi a effetto neurologico
L’ovolo malefico, con il cappello rosso a puntini bianchi, contiene acido ibotenico e muscimolo. I segni compaiono più rapidamente, in genere entro 30 minuti e 2 ore: andatura incerta, tremori, disorientamento, salivazione abbondante. Raramente è letale, ma l’effetto sul sistema nervoso è intenso e richiede comunque una visita immediata.
Muscarina: Inocybe e Clitocybe
Queste specie contengono muscarina e danno un quadro tipico che i veterinari conoscono bene: salivazione e lacrimazione abbondanti, vomito, diarrea, pupille ristrette, frequenza cardiaca rallentata. L’esordio è rapido, spesso entro 15-30 minuti dall’ingestione.
Cortinarius e i funghi che danneggiano i reni
Il genere Cortinarius contiene orellanina, una tossina nefrotossica. In questo caso il cane può sembrare bene per giorni prima che compaiano i segni di insufficienza renale. Anche una passeggiata apparentemente senza conseguenze, se accompagnata dall’ingestione di un fungo sospetto, merita una valutazione veterinaria.
I sintomi da non sottovalutare
Esiste una regola utile per orientarsi: se i sintomi compaiono entro 3 ore dall’ingestione sono in genere autolimitanti e meno pericolosi, mentre quelli che si manifestano oltre 6 ore dopo possono mettere in pericolo la vita del cane.
I segni a cui prestare attenzione includono vomito, diarrea, scialorrea, dolore addominale, apatia, andatura incerta, tremori, convulsioni, sete e minzione aumentate. Nei casi più avanzati la pelle e le mucose possono assumere un colore giallastro, segnale di sofferenza epatica. I segni di insufficienza di fegato e reni possono comparire anche 2-3 giorni dopo l’ingestione.
Cosa fare subito se il cane mangia un fungo
La prima regola è semplice: contatta immediatamente il veterinario. Se il tuo cane sta male o hai il sospetto di un’ingestione recente, chiama la clinica di riferimento. In Campania il Centro Antiveleni dell’Ospedale Cardarelli di Napoli (081 5453333 e 081 7472870, attivo 24 ore su 24) è un punto di riferimento per le intossicazioni nel sud Italia, mentre per gli animali il primo contatto resta il veterinario o una struttura veterinaria aperta h24.
Non indurre il vomito a casa. È una manovra che decide il veterinario, anche perché diventa rischiosa quando il cane è già sintomatico per il rischio di polmonite ab ingestis. La decontaminazione, con induzione del vomito se sono passate meno di 2 ore o con carbone attivo, va gestita in ambulatorio.
Cerca di far identificare il fungo. Raccogli un esemplare o i resti con un sacchetto di carta o carta umida, evitando la plastica che li fa degradare più in fretta, e scatta foto da più angolazioni. Se i funghi sono stati raccolti da te, l’ispettorato micologico della tua ASL offre un controllo di commestibilità gratuito. Anche il contenuto del vomito può essere utile per l’analisi.
Infine, non rimandare la visita perché il cane “sembra stare bene”. Con le amatossine il tempo che passa tra ingestione e sintomi è la variabile che pesa di più sulla prognosi, e non esiste un antidoto specifico: la terapia è di supporto e tanto più efficace quanto prima inizia.
Come ridurre il rischio durante le passeggiate
Nei tratti di sottobosco tieni il cane al guinzaglio e osserva il terreno, soprattutto dopo giorni di pioggia. Insegna e premia un segnale di “lascia” con rinforzo positivo, così da interrompere in tempo un’assunzione. Per i cani che raccolgono di tutto, una museruola ben introdotta è uno strumento di sicurezza che non impedisce il movimento né la respirazione.
Controlla anche il giardino dopo ogni temporale e togli i funghi prima di far uscire il cane. Non offrire mai funghi al cane, nemmeno cotti: oltre al rischio di specie tossiche, i piatti che prepariamo per noi contengono spesso aglio, cipolla e condimenti tossici per lui.
Se in autunno organizzi uscite più lunghe, vale la pena rivedere la preparazione e i tempi: sentieri e orari scelti bene riducono molti rischi. E se il tuo cane tende a mettere in bocca qualunque cosa, dai un’occhiata anche alle sostanze tossiche che trova in casa.
Domande frequenti
Quanto tempo passa prima che il cane stia male dopo aver mangiato un fungo?
Dipende dalla specie. Con la muscarina i sintomi compaiono in 15-30 minuti, con i funghi neurotossici tra 30 minuti e 2 ore, mentre le amatossine possono restare silenziose per 6-12 ore e in alcuni casi fino a 24. Se sai che il cane ha ingerito un fungo, non aspettare i sintomi.
Devo far vomitare il cane se ha mangiato un fungo?
No, non a casa. L’induzione del vomito è una decisione del veterinario e diventa rischiosa se il cane mostra già sintomi, per il rischio di polmonite ab ingestis. Telefona alla clinica e segui le sue indicazioni.
Le amatossine si distruggono con la cottura o il congelamento?
No. Sono molecole termostabili e restano tossiche dopo cottura, essiccazione e congelamento. Un fungo pericoloso non diventa sicuro perché è stato cotto.
Qual è il fungo più pericoloso per il cane in Italia?
L’Amanita phalloides, la tignosa verdognola: è responsabile della grande maggioranza dei decessi da intossicazione fungina e un solo esemplare può contenere una dose sufficiente a mettere in pericolo la vita di un cane.
Posso dare al cane i funghi champignon cotti?
Non è consigliabile. Il cane non ha bisogno di funghi dal punto di vista nutrizionale e i funghi cucinati per noi contengono spesso aglio, cipolla o condimenti tossici. Meglio tenere i funghi fuori dalla ciotola.