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Un colpo di tosse secca che sembra un’abbaiata, magari dopo un pomeriggio al parco o un weekend in pensione. Se il tuo cane ha passato del tempo con altri cani, la tosse dei canili è una delle ipotesi da tenere a mente. È un’infezione respiratoria molto contagiosa, ma nella maggior parte dei casi gestibile con le giuste precauzioni.
Cos’è la tosse dei canili
Il nome scientifico è tracheobronchite infettiva e indica l’infiammazione della trachea e dei bronchi. A scatenarla non è un solo agente, ma un insieme di virus e batteri che possono agire anche insieme. Tra i più comuni ci sono la Bordetella bronchiseptica, i virus parainfluenzali e l’adenovirus.
Non è una zoonosi, quindi non si trasmette all’uomo. È però particolarmente contagiosa tra cani, soprattutto dove gli animali vivono o si incontrano a stretto contatto.
Come si contagia
La via principale è aerea: un cane infetto tossisce o starnutisce e diffonde goccioline di muco e saliva che un altro cane respira a breve distanza. Bastano anche un contatto naso a naso o un oggetto condiviso. Ciotole, giochi, cucce, guinzagli e persino mani e vestiti possono diventare veicoli dell’infezione.
I luoghi a rischio
Gli ambienti con molti cani concentrati sono i più esposti: canili, pensioni, asili, toelettature, mostre, corsi di addestramento, parchi per cani e sale d’attesa dei veterinari. Anche il cane che incontra altri simili durante una passeggiata può esporsi, se il contatto è ravvicinato e frequente.
Incubazione e contagiosità
Dopo il contatto, i sintomi compaiono in genere tra 3 e 10 giorni. Il cane può restare contagioso a lungo, anche fino a 8 settimane dopo la scomparsa della tosse. Nell’ambiente il batterio sopravvive almeno 10 giorni, quindi la pulizia degli spazi condivisi conta davvero.
Sintomi da riconoscere
Il segno tipico è una tosse forte, secca, con un suono che assomiglia a un’abbaiata o al verso di un’oca. Spesso peggiora di notte o dopo l’attività fisica e può essere seguita da conati di vomito, come se il cane avesse qualcosa in gola. Di solito il cane resta vigile e continua a mangiare, ma può mostrarsi più stanco.
Un cane che ansima molto a riposo o dopo sforzi lievi merita attenzione. Se manca il fiato, respira con fatica o la tosse diventa grassa, conviene contattare subito il veterinario.
Quando preoccuparsi
Nella maggior parte dei casi la malattia resta lieve e si risolve in una o due settimane. I campanelli d’allarme sono febbre alta, perdita di appetito, apatia marcata e respirazione difficoltosa. Nei cuccioli e nei cani con difese basse il quadro può aggravarsi più in fretta.
Prevenzione negli ambienti condivisi
Vaccinazione
Il vaccino contro la Bordetella è considerato non essenziale ma fortemente raccomandato per i cani che frequentano ambienti affollati. Esiste in versione intranasale, orale o iniettiva e va richiamato con regolarità, ogni anno o ogni sei mesi nei contesti ad alto rischio. Non copre tutti i patogeni coinvolti, ma riduce molto la probabilità di ammalarsi.
Igiene e buone abitudini
Lava spesso ciotole e giochi, non condividerli con cani che non conosci e arieggia gli spazi chiusi. Se il tuo cane ha la tosse, tienilo a casa e limitane i contatti con altri cani finché non è guarito. Anche imparare a gestire gli incontri con altri cani aiuta a ridurre i contatti ravvicinati a rischio. Una candeggina diluita con acqua in proporzione 1 a 32 è un disinfettante efficace per le superfici.
Domande frequenti
Quanto dura la tosse dei canili?
I sintomi durano in media una o due settimane, ma il cane può restare contagioso fino a 8 settimane dopo la guarigione.
Un cane può contagiarne un altro senza tosse?
Sì. Un cane infetto può trasmettere l’infezione anche quando i sintomi sono scomparsi, per questo va tenuto lontano dagli altri cani per alcune settimane dopo la guarigione.
La tosse dei canili si trasmette all’uomo?
No, non è una zoonosi e non si trasmette all’uomo. La Bordetella bronchiseptica può infettare in rarissimi casi persone con difese molto basse.
Serve sempre l’antibiotico?
No. Molti casi sono lievi e si gestiscono con riposo e sostegno. L’antibiotico serve solo quando la causa è batterica o c’è un rischio di complicazioni, ed è il veterinario a deciderlo.
Il vaccino garantisce la protezione?
Non al 100 percento. Riduce il rischio e la gravità, ma non copre tutti i virus e i batteri responsabili. Per questo l’igiene degli ambienti condivisi resta importante.